Musée YvesSaintLaurent Paris – Anteprima

Il 3 ottobre apre al pubblico il Musée Yves Saint Laurent Paris. A onor del vero, tre giorni fa (e per la sola giornata di domenica) questo museo aveva già svelato i suoi tesori a un pubblico strettamente selezionato secondo il criterio dell’impermeabilità (sono state infatti necessarie quattro ore di coda sotto la pioggia per poter entrare).

Musée YvesSaintLaurent Paris

Spoiler alert! Se non volete vedere le immagini dell’esposizione YvesSaintLaurent, chiudete gli occhi e scorrete un po’ più in giù, perché prima di entrare nel cuore dell’articolo soddisfiamo subito la naturale curiosità con una piccola carrellata dei vestiti in mostra (che sono soltanto la punta dell’iceberg del contenuto del museo).

Rifatevi gli occhi!

Musée YvesSaintLaurent ParisMusée YvesSaintLaurent Paris

Musée YvesSaintLaurent ParisMusée YvesSaintLaurent Paris

Se non è bastato per farvi abbozzare un sorriso beato, non avete che una soluzione: pagare 10€ di biglietto (e poco più di aereo) per venire a Parigi a vederla!

Come anticipato, gli abiti sono “solo” una parte di quello che offre il museo. La quantità di video e informazioni relative al lavoro della Maison è decisamente impressionante!

 

Ma andiamo finalmente al dunque. La quantità di informazioni è talmente grande che la sola brochure di presentazione del museo YvesSaintLaurent presenta un glossarietto interessante. Ve lo riproponiamo per permettervi di aggiungere qualche parola (fondamentale!) al prontuario di francese, per affrontare la mostra con il più grande savoir-faire!

CROQUIS

 

Schizzo, bozza, abbozzo, bozzetto, disegno… Niente in italiano rende la bellezza di questa parola francese. Francese e anche italiana, perché perfino la severa Treccani la menziona come voce ormai entrata nella nostra lingua. Si pronuncia ⟨krokì⟩ ma scritto così sembra un misto di greco e bergamasco, quindi ricordate semplicemente che la “s” a fine parola non si legge (quasi) mai e che l’accento va sull’ultima vocale. Come in “voilà”.

Croquis è una parola speciale perché unisce magistralmente due sensi: la vista e il gusto. Immaginate la scena: Yves seduto nel suo studio (ora sapete pure com’era) aspetta un’idea. Pian piano, l’intuizione fa capolino, prende forma e consistenza. Tutto ciò che prima lo stilista vedeva davanti a sé lascia spazio al disegno che dalla testa si è spostato agli occhi, come in una realtà virtuale. Tutto il corpo diventa cervello, dimentica di esistere, e proietta solo la rappresentazione dell’idea. È il momento in cui iniziano tutte quelle attività involontarie che, come sappiamo “grazie” all’avvento del fidget spinner, aumentano la concentrazione. Il piede inizia a battere senza che ce ne si accorga, la matita si agita tra le dita e… viene incessantemente mordicchiata! Ecco, io ce lo vedo benissimo croquis derivare da questo “mordere, sgranocchiare” (croquer in francese, come la croque madame!).

Ricordo moltissime idee al sapore di matita.

FICHE D’ATELIER

 

Croquis original

Quando un nome è troppo poco per quel che rappresenta, bisogna tovargliene uno più adatto. Chiamare questo foglio “Scheda del laboratorio”, o “dell’atelier”, sarebbe come chiamare quadrupede un unicorno. È così che, con l’uso, questo preziosissimo documento creato da YvesSaintLaurent ha preso l’umilissimo nome di “Bibbia” (Bible). Come vedete, in basso ci sono i nostri amati croquis gusto matita, subito sopra sarebbero stati inseriti i riferimenti necessari per la lavorazione dell’abito e il nome della modella, e infine un esemplare dei tessuti e dei colori da utilizzare. In un mondo senza database e codici a barre, si capisce come mai un riassunto del genere possa assurgere a testo rivelato. Per conservare la sacertà della Fiche d’atelier, ricordiamo che il francese vuole che il “ch” sia elegantemente pronunciato come la nostra “sc” di “scienza”.

PROGRAMME DE DEFILE

Concludiamo con un termine che non ha bisogno di prensentazioni, se non quelle della “voce” (voix). Sì, perché durante la sfilata è la voce che annuncia e presenta, in francese e in inglese, il numero del modello indossato quando sfila in passerella.

In fondo era vero l’assunto di partenza: questo termine è talmente autoesplicativo che non potrebbe essere raccontato meglio se non da un vero défilé. Ecco quindi la sfilata per celebrare i 40 anni di creazioni YvesSaintLaurent. E se ancora non ne avete abbastanza di questo grande personaggio, provate a conoscerlo meglio leggendolo qui.

Vi aspettiamo a Parigi!